Riga, vita (e vite) della capitale della Lettonia

Riga dal fiume Daugava

Riga si riconosce dai colori. E dalle facciate dei palazzi. I giardini sparsi ovunque, il fiume Daugava che apre alle vie del centro, i tetti che amoreggiano col cielo, i musei che in numero superano gli alberghi, i localini che si aprono sulla strada di giorno e di notte invitano a non uscirvi più, finanche la musica di strada: ovunque il carnevale della capitale lettone manifesta una tavolozza di colori che contrasta con l’immagine stereotipata delle Repubbliche Baltiche, percepite come grigie, fredde, inospitali.

Riga Lettonia

In soli 304 kilometri quadrati nella città di Riga è possibile visitare ben 50 musei (dal Laima Chocolate Musem al Museo dell’Occupazione, dal Latvian War Musem al Riga Motor Museum, dall’Arsenãl al Railway History Musem, et al.). Ed infatti Riga è comunemente conosciuta, e riconosciuta, come la “Città dei Musei”, oltreché la “Parigi del Baltico”. Essa conserva, tra gli altri, il maggior numero di testimonianza di Art Nouveau d’Europa, quindi del mondo intero.

Mikahil Eisenstein (1867-1921), padre di quel Sergei autore, fra gli altri, della Corazzata Potemkin, Ivan il Terribile, Alexander Neviskij, è stato tra i primi a forgiare il claim dell’odierna Riga. L’architetto di origini russe ha disegnato e progettato l’intera collezione di palazzi che affacciano su Alberta iela, una delle principali strade del centro urbano. Konstantīns Pēkšēns (1859-1928) è, invece, la bandiera dell’architettura nazionale: consigliere comunale, fondatore dell’Unione Architetti Lettoni e prolifico disegnatore di idee, ancor prima che di palazzi, Pēkšēns è il padre di uno degli edifici iconici di Riga: il Museo di Art Nouveau Riga. Il centro cittadino è fortificato sin dalle origini: fino a metà Ottocento al suo esterno sorgevano edifici esclusivamente in legno. La primavera dell’architettura di Riga si deve alla tardiva convinzione delle autorità russe: intorno alla metà del XIX secolo essi realizzano che oramai la guerra moderna non si combatte più fra mura fortificate e campagne di fanteria, perciò autorizzano l’abbattimento delle strutture in legno (vincolate a rigide regole risalenti al Medioevo, per il timore che il nemico le utilizzasse come accampamento alle porte della città!) e danno l’avvio ad un periodo di restyling durato molto più che in qualsiasi altra città capitale. Mirabile elaborazione, motivi floreali e simpatici gargoyles -sparsi ovunque ma visibili solo ad un occhio attento e suggestionabile- invitano l’avventore del bello a perdersi e ritrovarsi tra le stradine lastricate del centro di Riga.

Riga LettoniaRiga disegna una fitta trama di percorsi fatti di arte, musica, tradizioni e storia. Quest’ultima inizia ufficialmente nel lontano 1201, quando il vescovo Alfred von Buxhoevden vi giunge per evangelizzare e germanizzare la regione della Livonia. Entrata a far parte della Lega Anseatica, Riga conosce nel XIII secolo un periodo di enorme splendore.  Del 1561 è l’annessione alla Polonia; al 1621 risale l’annessione alla Svezia mentre la definitiva acquisizione da parte della Russia è di un secolo dopo (1721, Trattato di Nystad). Vecrīga (la Vecchia Riga) si caratterizza per le tipiche costruzioni in stile anseatico, la cui differenza col panorama Art Nouveau del resto della città si coglie sin da un primissimo sguardo.

Riga LettoniaL’unicità è il valore aggiunto dell’intera cittadina dell’Est: esso si ravvisa nell’arte, nella storia, negli eroi nazionali e nella musica. Gidon Kremer (violoncellista), Mariss Jansons (direttore d’orchestra), Misha Maisky (violoncellista), Georgij Andreevič Baklanov (baritono), Elīna Garanča (mezzosprano), Ilya Grubert (violinista) sono fra i maggiori artefici dell’immagine di Riga come capitale della musica europea. Ad aggiungere spessore a tale congrega di artisti e musici è Richard Wagner, che di Riga è stato Kappellmeister, direttore d’orchestra. Già presso il teatro nazionale di Konigsberg il compositore si misura con la direzione, ma l’esperienza termina con il licenziamento a causa dei debiti contratti con svariati creditori. Da lì si trasferisce nella capitale lettone, dove oltre ad un nuovo impiego trova anche l’ispirazione per una nuova opera, il Rienzi. Tuttavia, dopo appena due anni, nel 1839, anche a Riga decidono di fare a meno del talentuoso ma inaffidabile genio della musica: tramite un’avventurosa fuga notturna, Wagner supera il confine tra Russia e Prussia in compagnia della moglie Minna Planer e muove verso Londra.

Riga Lettonia

Ieri come oggi Riga accoglie musicisti da tutto il mondo, imponendosi sempre più come centro di sperimentazione e di contaminazione attento e sensibile alle nuove esigenze artistiche. Sempre più artisti creano un network conoscitivo e relazionale stabile, che si rinnova d’anno in anno grazie alla paziente organizzazione di eventi capaci di concentrare nei parchi e nelle ville cittadine cultori delle nuove tendenze da tutto il mondo.

Riga Lettonia

Riga, dunque, si conferma quale crocevia nel cuore pulsante di un’Europa unita nel nome delle arti applicate. Non è difficile incontrare nelle vie del centro urbano giovani e giovanissimi ricercatori universitari, lavoratori stagionali mossi dalla curiosità per un Paese ancora poco conosciuto, affabili turisti in cerca di “qualcosa di diverso dal solito”. La cornice entro la quale queste presenze fanno da comparsa è quella descritta da angoli e scorci qui e lì ravvisabili, a volte sovrabbondanti, altre volte solitari e pacifici. Bassorilievi e statue di gattini sui tetti, ragazzi che leggono, donne con lunghe trecce e icone della tradizionale locale pullulano sulle facciate dei palazzi di questa decadente Parigi baltica.